Hai Linux in tasca e non lo sai
L’ultima volta l’ho lasciata lì: quei programmi regalati ce li hai già in casa, e non lo sai.
Adesso ti dico dove.
Prendi il telefono. Se non è un iPhone, dentro c’è un programma che si chiama Linux. Non l’hai installato tu, non l’hai pagato, e con ogni probabilità è la prima volta che senti quel nome. Eppure è lì da quando hai comprato il telefono, e fa funzionare tutto il resto.
Guarda il televisore, se è uno di quelli che si collegano a internet: quasi sicuramente c’è anche lì. E quella scatoletta con le lucine che ti ha dato la compagnia del telefono, quella da cui esce il wifi: quasi sempre c’è Linux anche lì. Se ti interessa saperlo, quella scatoletta ha un nome: si chiama router.
Probabilmente ce l’hai anche in macchina, se ha lo schermo in mezzo al cruscotto. Lì dipende dal modello, e non voglio raccontartela più bella di com’è.
A questo punto la domanda viene da sé: e perché ce l’hanno messo?
La risposta è meno misteriosa di quanto sembri.
Un sistema del genere è la parte più difficile e più costosa di un apparecchio. Ci vogliono anni di lavoro e centinaia di persone. Samsung, LG e gli altri potrebbero farselo da soli. In qualche caso ci hanno anche provato. Ma perché spendere quei soldi quando ne esiste già uno che funziona, che è in giro da trent’anni, e che chiunque può prendere e usare senza chiedere il permesso a nessuno?
Quindi lo prendono. Ci mettono sopra la loro parte, quella che vedi tu, e vendono il televisore.
È esattamente la faccenda dell’altra volta, vista dall’altro lato: non è che il programma regalato vale poco. Può essere regalato perché il lavoro necessario a costruirlo se lo sono diviso in tanti, e a ognuno conviene.
Se hai sentito nominare Linux prima d’ora, probabilmente l’hai sentito insieme a qualcosa tipo “roba per esperti”, “per chi smanetta”, “per chi ha tempo da perdere”.
Solo che ce l’hai in tasca. Ce l’hanno sette telefoni su dieci in giro per il mondo. Non ti sei mai accorto di niente, e non hai mai dovuto imparare nulla.
Non è il sistema di nessuna categoria di persone. È solo la cosa più diffusa che esista, e nessuno te l’ha mai detto.
E allora resta una domanda, che è quella con cui ti lascio.
Se è così buono, se ce l’hanno messo dentro tutti, se ce l’hai già in tasca, perché non è sul tuo computer?